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Stanza dei Racconti brevi

Una vita trasparente

08 Maggio 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

Quando l’autunno esaurì gli ultimi bagliori della sua vita, il vento trascinava foglie stanche verso un destino ignoto. Alla stazione, il primo treno del giorno annunciava partenze verso luoghi che lui non avrebbe mai veduto. Si rialzò con occhi stanchi, invisibili a tutti, e diede inizio a quel nuovo giorno della sua vita trasparente.

Era trasparente come una speranza incapace di illuminare, come una fede mai nata, come gli uomini che la società plasma e poi dimentica. La sera prima si era nascosto tra la folla, seduto sotto il tabellone orario, con lo zaino stretto al petto. La vergogna lo divorava più del freddo, e mentre il tempo scivolava via, quel tempo mai rispettato, egli rifletteva senza trovare un senso.

Ora il tempo era diventato un nemico silenzioso, un guerriero che non ferisce ma consuma. «Il giorno finirà», pensò, «e quando verrà la notte, che ne sarà di me?». La notte lo spaventava più di ogni altra cosa.

Uscì dalla stazione. Nel flusso delle persone vide un uomo seduto a terra, solo, con un trolley come unico compagno. E allora ricordò versi scritti anni prima, quando anche lui era stato chiuso entro quattro mura fredde, solo anch’egli: “Dove porta questo sentiero / su cui, tra carboni ardenti / di speranze infuocate, / riverbera il canto del mio cuore…”

Si fermò un istante, poi sollevò lo sguardo al cielo. Vide le stelle, infinite e luminose. Eppure ciò che lo colpì davvero fu il buio tra una e l’altra. E comprese.

L’infinito non abita la luce. L’infinito dimora negli occhi di chi guarda.

IL BUIO Oltre al dì, la notte e poi… un nuovo giorno.

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