L’inizio delle scuole fa risalire in superficie alcune lacune della didattica italiana, dove a primeggiare sono le materie umanistiche.
L’articolo di Irene Mancuso contesta la lettura scolastica più rigida di Giacomo Leopardi, spesso ridotto al solo “pessimismo cosmico”, e propone invece una riscoperta del poeta come osservatore vitale, complesso e non facilmente catalogabile.
Il pezzo richiama anche la ricezione novecentesca e la rilettura fascista di Leopardi come poeta dell’ottimismo, mostrando come la sua figura sia stata interpretata in modi molto diversi nel tempo
La conclusione invita a ripescare un Leopardi meno scolastico e più vero, capace di parlare ancora oggi oltre le semplificazioni dei manuali
Culturamente – La tua dose quotidiana di cultura – 12 Settembre 2017