Vai al contenuto

Studio

Il linguaggio che si assottiglia

12 Maggio 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

C’è una cosa che negli ultimi anni si nota più di tutte: i giovani parlano moltissimo, ma leggono pochissimo. Non è un giudizio, è un paesaggio. Le parole non mancano, ma si sono fatte brevi, leggere, veloci. Non hanno più il tempo di sedimentare. Sono diventate segnali, non più strumenti. E quando il linguaggio si restringe, anche il pensiero si restringe. Non per colpa loro, ma per l’ambiente in cui vivono: un flusso continuo che non permette profondità, solo reazioni.

Le librerie, intanto, cambiano pubblico. Non sono più luoghi di scoperta, ma piccoli ricoveri per chi cerca ancora un ritmo diverso. Ci trovi anziani che non sfogliano per comprare, ma per ricordare come si stava dentro una frase lunga. Ci trovi adulti che entrano per respirare un silenzio che fuori non esiste più. Ci trovi pochissimi ragazzi, e quando ci sono sembrano spaesati, come se la carta fosse un oggetto archeologico.

Non è nostalgia. È constatazione. Il linguaggio dei giovani è visivo, immediato, frammentato. È un linguaggio che funziona benissimo per comunicare, malissimo per capire. E non perché siano meno intelligenti: semplicemente non hanno più occasioni per allenare la lentezza. La lettura richiede un gesto che oggi è quasi rivoluzionario: fermarsi. Restare. Ascoltare una voce che non è la propria.

Forse il compito di chi scrive, oggi, non è difendere la letteratura, ma restituire alla parola il suo peso. Ricordare che leggere non è un atto culturale, ma un atto di resistenza. Un modo per non farsi schiacciare dalla velocità. Un modo per non diventare solo un codice, un segnale, un profilo.

E forse è proprio per questo che questa settimana parliamo di maschere: perché il linguaggio è la prima maschera che indossiamo. E quando si assottiglia troppo, rischiamo di non riconoscerci più.

La redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto