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Studio

Quando la chiarezza è solo apparente

18 Maggio 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

La velocità che rassicura

Viviamo in un tempo che chiede rapidità e che, proprio per questo, rende più facile l’autoinganno. Quando tutto corre, anche la comprensione tende a diventare un riflesso: crediamo di aver capito, ma spesso abbiamo solo riconosciuto una forma già pronta, una risposta già disponibile. L’autoinganno, oggi, non ha bisogno di grandi menzogne; gli basta una semplificazione convincente.

La versione di noi che regge

Ci diciamo spesso che stiamo osservando la realtà, ma in molti casi stiamo soltanto difendendo una versione di noi che ci consenta di non fermarci. Il tempo presente premia chi appare saldo, presente, coerente; così finiamo per costruire una postura che somiglia alla lucidità ma è, a volte, solo resistenza alla frattura. L’autoinganno diventa allora una forma di manutenzione interiore: non ci dice la verità, ma ci permette di continuare.

Scrivere contro l’illusione

Anche la scrittura può cadere in questa trappola. Può convincersi di essere chiara mentre sta solo evitando il punto difficile, può scambiare la densità con l’ambiguità, la precisione con l’esitazione. Scrivere bene, invece, significa spesso accettare il disagio della dissonanza: lasciare che un testo non coincida subito con l’immagine che vorremmo dare di noi.

Il presente non assolve

Il tempo presente ha un talento particolare: rende tutto immediato, ma non per questo più vero. Ci offre continuamente strumenti per costruire una narrazione di noi stessi, e pochi per metterla in dubbio. Per questo l’autoinganno non è un accidente marginale, ma una delle forme più comuni della contemporaneità: una piccola fedeltà al rassicurante, quando la realtà chiederebbe un ascolto più esigente.

Restare in attrito

Forse la prima forma di onestà oggi consiste proprio nel non correre subito a chiudere il quadro. Restare un poco nell’attrito, nella zona in cui non tutto torna, può essere più utile di una chiarezza troppo rapida. Il presente tende a premiare le risposte; la scrittura, quando è viva, può ancora permettersi di abitare la domanda.

Valerio Villari per Voci in Transito

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