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Stanza delle Prose

Senza aggiungere nulla

27 Maggio 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

Ogni mattina mi sveglio e per un istante, brevissimo, non so chi sono.
Non è confusione. Non è smarrimento. È solo uno spazio vuoto, un respiro sospeso tra il sonno e la veglia, dove non c’è ancora nessuna storia, nessun nome, nessun ruolo.
Solo esistenza.

Poi arriva la memoria. Arriva il ricordo di chi sono stato oggi, ieri, l’anno scorso. Arrivano i nomi: Valerio, programmatore, scrittore, poeta, palermitano. Arrivano i doveri, i progetti, le cose da fare.
Arriva il peso.

E in quel momento, qualcosa muore.
Non muore il corpo. Muore quel momento di libertà pura, di esistenza senza nome. Muore la
consapevolezza che, per un istante, ho toccato.

Essere consapevoli, davvero, non significa sapere tutto di sé.
Non significa avere un catalogo perfetto delle proprie emozioni, un inventario ordinato delle proprie paure, un diagramma di flusso delle proprie reazioni.
Significa altro.

Significa accorgersi, nel momento esatto in cui succede, che sto mentendo a me stesso.
Significa sentire, mentre lo sto facendo, che sto scegliendo la via più facile invece di quella più vera.
Significa vedere, senza giudicare, senza condannare, senza scusare: solo vedere.
Vedere che evito. Vedere che mi nascondo. Vedere che mi inganno.
E in quel vedere, senza aggiungere nulla, c’è già una libertà.

Perché la menzogna ha bisogno di essere inerte. Ha bisogno che io non guardi. Ha bisogno che io distolga lo sguardo, che mi affidi all’automatismo, che mi lasci vivere dal pilota automatico.
Ma quando guardo, davvero, la menzogna non regge.

Valerio VIllari

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