C’è una parola che non si lascia dire.
Non perché manchi di lettere o di suono,
ma perché resta sempre un passo più in là.
È come il bordo di una stanza vuota,
o il silenzio che resta dopo che hai spento la luce.
La cerchi, la sfiori, ma non la trattieni.
Eppure è lì.
Insiste.
Chiede di essere scritta.
Questo è LaParolaNascosta:
il tentativo di avvicinarsi a quella soglia.
Non per chiuderla, ma per sostarvi dentro.