Poesia
La forma che resta
Nella stanza delle poesie ho ritrovato questi versi, nascosti tra carte che il tempo aveva coperto di silenzio. Non ricordo esattamente quando li ho lasciati lì. Forse non importa. Alcune parole hanno bisogno di restare sole per un po’, come il vino nelle botti o i semi sotto la terra. Quando tornano alla luce, spesso raccontano qualcosa che nel tempi è cambiato. Questa volta parlano di trasformazione.
Non vidi il giorno della svolta,
né il rumore del legno che cede.
La casa parve sempre la medesima,
lo stesso muro, la medesima sede.
Eppure il tempo, paziente scalpellino,
lavorava nascosto nella pietra;
nessuno ode la mano del destino
quando apre una finestra.
Cadde una foglia senza far clamore,
poi un’altra ancora lungo il viale;
non fu l’autunno a mutare il colore,
ma il lento compiersi del suo finale.
Così l’acqua che attraversa la montagna
non conosce il profilo del domani;
scava nel buio, insiste e l’accompagna,
finché la roccia cede nelle mani.
Ogni trasformazione è quasi assenza,
un passo lieve dietro alla realtà;
non porta insegne, trombe o evidenza,
ma muta il volto dell’eternità.
E quando infine credi di guardarti
con gli stessi occhi avuti fino a ieri,
scopri che sono altrove alcune parti,
come gli stormi al termine dei cieli.
Nulla rimane identico a sé stesso.
Persino il sole cambia ad ogni alba.
La vita cresce dentro ogni processo
come radice nascosta nell’erba.
Non siamo ciò che eravamo un giorno,
né ciò che immaginiamo di diventare.
Siamo il cammino che prende contorno
mentre continua lentamente ad andare.
Ritrovato nella stanza delle poesie – Casa Creativa
Oggi abbiamo attraversato questa soglia, ma il viaggio continua. Se senti il bisogno di dare una struttura e uno spazio intimo alle tue mutazioni interiori, ti invitiamo a visitare la stanza della Trasformazione dove esploriamo l’origine di questo cammino. Puoi anche esplorare tutte le altre stanze dedicate a questo tema visitando l’archivio del Tag La Trasformazione. La tua voce cerca una casa: scopri come accoglierla.