Un frammento poetico sul silenzio, sulla rinuncia all’attesa e quel che rimane quando il resto si consuma.
A volte ci si salva così.
Smettendo di aspettare.
Non persone, non risposte, non ritorni.
Ci si salva quando si smette di insistere
con ciò che ferisce
e poi si allontana.
Quando si accetta che non tutto guarisce,
ma tutto passa.
Quando si smette di spiegarsi
e si resta in piedi
anche senza essere capiti.
Ci si salva nel silenzio scelto,
nella voce che trema ma non cede,
in ciò che resta
quando il resto si consuma.
Valerio Villari