La speranza ostinata non ha bisogno di mostrarsi come forza. Le basta restare presente, anche quando tutto sembra sospeso. Non coincide con l’ottimismo, né con la certezza che le cose andranno bene. È qualcosa di più discreto: una fedeltà minima al possibile.
Ci sono giorni in cui non si tratta di credere con entusiasmo, ma di non chiudere del tutto la porta. Di accettare che la luce sia poca, purché non sia spesa. In questo senso, la speranza non è un’esplosione, ma una permanenza.