La soglia interiore non chiede rumore. Sta lì, tra il pensiero e il respiro, come un invito a restare un momento in ascolto di ciò che non ha ancora forma. A volte ci avviciniamo a noi stessi solo quando smettiamo di chiedere risposte immediate. Rimane allora uno spazio minimo, quasi una soglia appunto, dove il silenzio non è vuoto ma possibilità. In quello spazio il pensiero si fa più lento, e la parola, prima di nascere, impara a non forzare il passo.
Valerio Villari