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Racconti Lunghi

L’ultimo a saperlo

09 Maggio 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

Un racconto sul corpo che anticipa, sulla mente che rincorre e sulla verità che arriva troppo tardi per essere controllata.

L’ultimo a saperlo mette in scena un’anomalia minima e radicale: un gesto che accade prima della decisione, una frase che emerge prima dell’approvazione della mente, una presenza corporea che sembra sapere qualcosa in anticipo. Da questa crepa iniziale il racconto costruisce una riflessione serrata sul rapporto tra volontà, memoria, linguaggio e coscienza.

Il protagonista non si trova davanti a una ribellione spettacolare del corpo, ma a una serie di micro-scostamenti: anticipi, correzioni, verità involontarie. Ed è proprio questa discrezione a rendere il racconto inquieto e preciso

Temi esplorati

  • Corpo e mente
  • Scarto tra intenzione e gesto
  • Verità involontaria
  • Memoria posticipata
  • Linguaggio, esitazione e corpo che smentisce
  • Controllo e perdita di centralità dell’io
  • Consapevolezza come osservazione, non dominio

Il cuore del testo sta in una domanda che torna più volte e che finisce per ridefinire tutto il racconto: se il corpo decide prima del pensiero, chi siamo davvero ?
La narrazione non offre una risposta definitiva, ma lavora su un progressivo spostamento: dall’idea del corpo come semplice esecutore a quella del corpo come luogo di verità, o almeno di una sincerità che la mente spesso ritarda, filtra o corregge.

La trama

Un uomo di trentasei anni comincia ad accorgersi che alcuni gesti avvengono prima della decisione cosciente: si alza, afferra il telefono, formula risposte, resta seduto quando la sua voce direbbe il contrario. Per capire cosa stia accadendo prova a osservare, registrare, elencare, trasformando la propria esperienza in una sorta di archivio dei gesti minimi.

Ma più analizza questi scarti, più comprende che il problema non è il malfunzionamento del corpo. Il vero nodo è che il corpo sembra dire con precisione ciò che la mente, per prudenza o paura, continua a rimandare.

Perché leggerlo

Questo racconto può parlarti se ti interessano le crepe minime da cui emerge qualcosa che la coscienza non controlla del tutto. Ti porta dentro uno scarto inquieto tra gesto, voce, intenzione e memoria, fino a farti sentire quanto il corpo possa sapere prima della mente. E può lasciarti con una domanda che continua a lavorare anche dopo la lettura: quanto di noi decide davvero prima che noi ce ne accorgiamo ?

Il testo integrale è disponibile in PDF

Buona lettura.

E se, arrivando all’ultima pagina, sentirai che il corpo non è soltanto ciò che ti accompagna ma anche ciò che ti precede, allora il racconto avrà aperto la sua domanda più vera.

Valerio Villari

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