Poesia
Il palazzo di specchi
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Ti ho cucito addosso un vestito di scuse,
l’ho tessuto coi fili di ciò che speravo,
e ora guardo le ombre e le chiamo risorse,
mentre nego il dolore che dentro ho lasciato.
È un’architettura di sguardi distorti,
un rifugio dorato di stanze bugiarde,
dove i dubbi più amari restano sepolti
e la mente si specchia per non farsi male.
Crediamo alle favole scritte col senno,
ripetiamo a noi stessi che tutto va bene,
mentre il cuore già sa, ma si dà il sonno
per non affrontare le proprie catene.
Ma la bugia è una gabbia di vetro:
riflette la luce, ma gela il respiro.
Basta un soffio di vento, un passo indietro,
e l’inganno crolla nel suo stesso vetro.
Valerio Villari