Essere qui, presenti, non è solo esserci: è abitare il gesto, il limite, la fragile evidenza del reale
Il corpo sa prima di noi. Sa cosa ferisce, cosa calma, cosa respinge.
Il corpo sa prima di noi molte cose.
Sa quando un luogo ci respinge, quando una voce ci ferisce, quando una vicinanza ci calma senza bisogno di spiegazioni.
Prima del pensiero c’è spesso una soglia più semplice e più esposta: respirare, tremare, trattenere, cedere, restare. Il corpo non è soltanto ciò che portiamo nel mondo. È anche il modo in cui il mondo arriva fino a noi.
Essere presenti, allora, non significa soltanto esserci. Significa abitare davvero il proprio gesto, il proprio limite, la propria fragile evidenza.
C’è una verità che non passa dalle idee ma dalla postura con cui attraversiamo il giorno.
E certe volte basta questo: tornare al corpo, per tornare a ciò che è reale.