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Racconti Lunghi

La Cura del Male

27 Aprile 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

Un racconto-saggio distopico in cui la diagnosi smette di curare e comincia a classificare, correggere, normalizzare.

La Cura del Male è un testo che si muove tra racconto, manifesto e processo filosofico. Fin dalle prime pagine si presenta come una resistenza contro il linguaggio che riduce il disagio a sintomo, il dubbio a malattia e il pensiero divergente a disturbo.

Qui la psicologia non appare come spazio di ascolto, ma come figura simbolica di un potere che non punisce apertamente: interpreta, misura, profila e infine pretende di riformulare l’identità di chi non aderisce

Temi esplorati

  • Patologizzazione del dissenso
  • Controllo sociale travestito da cura
  • Psicologia, protocollo e normalizzazione
  • Libertà interiore e diritto all’incompatibilità
  • Critica alla psicometria e alle etichette diagnostiche
  • Rapporto tra scienza, dogma e potere
  • Identità, linguaggio e sorveglianza
  • Resistenza filosofica e narrativa

Al centro del testo c’è una domanda radicale: che cosa accade quando la cura non prova più a comprendere, ma a rendere compatibile l’individuo con un ordine già deciso ? Il libro insiste proprio su questa soglia, dove il lessico terapeutico smette di essere neutro e diventa una forma di amministrazione del pensiero.

La trama

Il protagonista viene convocato dall’Istituto Psicologico Nazionale per una “valutazione obbligatoria dello stato mentale”, dopo che i sistemi di sorveglianza emotiva hanno rilevato una presunta “Devianza Cognitiva non Esplicitata”. Da quel momento entra in un percorso fatto di test, protocolli, colloqui e classificazioni, in cui ogni gesto critico viene registrato come sintomo e ogni rifiuto del linguaggio clinico come prova di anomalia.

Nel corso del racconto, il protagonista attraversa laboratori psicometrici, archivi diagnostici e un vero e proprio processo pubblico, fino a smascherare la natura simbolica del sistema che lo giudica: non un sapere che cerca verità, ma un dispositivo che pretende adattamento.

Perché leggerlo

Questo racconto può parlarti se cerchi una lettura che non consola e non addolcisce il conflitto, ma ti porta dentro una zona di attrito tra linguaggio, potere e identità. Ti mette davanti a una domanda scomoda: quando la cura smette di ascoltare e comincia a classificare, che spazio resta al pensiero che non si lascia normalizzare ? E può lasciarti con una sensazione precisa: che il confine tra protezione e controllo sia meno stabile di quanto sembri.

Testo integrale in PDF

Buona lettura.

E se, attraversando queste pagine, ti sembrerà che il confine tra cura e controllo sia meno stabile di quanto appare, allora il racconto avrà già aperto la sua crepa.

Valerio Villari

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