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Archivium Custodis Memoriae

ACTUM VIII – DE MANU SINISTRA QUAE ADIUVAT

Questo è un foglio uscito dall'Archivio di Codicillus.

Della mano sinistra che dà una mano.

In Codicillo Fides, §
In Backup Salus!

Oggi pomeriggio ho preso un grande spavento perché nello Scriptorium è arrivata l’acqua. Non tantissima, però è uscita da sotto la porta della cucina e ha bagnato tutto il corridoio, facendo diventare lo zerbino pesante come un sasso bagnato. Io ho alzato subito le orecchie e sono andato a vedere con il mio piumino per la polvere, ma il piumino con l’acqua non serve a niente, si bagna e basta e sembra un pulcino triste.

Codicillus osserva preoccupato un uomo che chiude la valvola sotto il lavello nello Scriptorium allagato.

In cucina c’era un signore tutto bagnato sui pantaloni. Aveva un braccio infilato sotto il lavandino, dove c’è il tubo grosso che faceva psss e buttava fuori tutte le gocce cattive. Il signore provava a chiudere il rubinetto di metallo con la mano destra, che è quella forte che usa per scrivere e per prendere la tazza, ma non ci riusciva perché il buco era troppo stretto e la mano grande sbatteva contro il legno.

Allora io mi sono messo in un angolino e ho guardato bene. Questo signore ha pure un’altra mano, quella sinistra, che però se ne sta sempre ferma e non fa mai i lavoretti perché è stanca, ed è come se avesse un guanto di stoffa pesante che non le fa sentire le cose. Il medico gli aveva detto di usarla, ma lui l’aveva lasciata lì a riposare da tanti anni, facendo fare tutta la fatica all’altra.

Però, visto che l’acqua non voleva fermarsi, il signore ha portato davanti al tubo proprio quella mano pigra. E sapete cosa è successo? Quella mano era più piccolina, è passata nello spazio stretto dietro il muro e ha stretto il metallo freddo forte forte, finché il tubo ha smesso di piangere e ha fatto solo goccia, goccia, stop.

Quando il signore si è seduto sul pavimento pieno di specchi d’acqua, ha preso un panno pulito e ha asciugato la mano sinistra. Ma non lo ha fatto di corsa come quando si puliscono le cose vecchie. L’ha asciugata un dito alla volta, piano piano, come quando io pulisco i pennini d’oro sottili che sono delicati e si possono rompere. Sul palmo gli era rimasto un segno rosso, come un cerchietto, che era il disegno del rubinetto. Era proprio un bel disegno.

Dopo, per alzarsi da terra, il signore ha messo tutte e due le mani sulle mattonelle. All’inizio voleva spingere solo con quella forte, ma poi ci ha ripensato. Ha spostato il peso nel mezzo, e anche la mano stanca ha tremato un pochino però lo ha aiutato a tornare in piedi.

Io sono rimasto a guardare le mie zampette e ho pensato che a volte anche io ho dei foglietti o dei pastelli un po’ consumati che non uso mai perché ho paura che si rompano, e li lascio in fondo alla borsa con la “C”. Però i libri mi hanno sussurrato che non bisogna lasciare nessuno da solo, nemmeno le mani stanche o le parole che fanno un po’ fatica a uscire. Se le usi insieme, anche se tremano, ti aiutano a non cadere sul pavimento freddo.

Stasera, quando vado a dormire, voglio fare una carezza pure alla mia zampina sinistra, così domani mi aiuta a tenere fermi i registri grandi mentre io scrivo le lettere dritte d’oro con l’altra.

Codicillus
Custos Memoriae Imperii


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