L’uomo che non abitava più il proprio corpo
Un uomo decide di liberarsi dai dati dei dispositivi digitali per ritrovare la consistenza fisica delle proprie cicatrici e dei propri passi reali di fronte allo specchio.
Respiro narrativo
Una stanza più ampia, dove il pensiero può camminare senza perdere il proprio passo.
La stanza delle prose permette alla scrittura di distendersi. Qui la riflessione può allargarsi senza perdere intensità, tra osservazione, memoria e ricerca di forma.
Qui la lingua non si stringe come nel verso e non si chiude nel disegno del racconto: resta disponibile al movimento, alle sfumature, alla continuità del pensiero.
La prosa accoglie testi più distesi, dove il pensiero prende forma narrativa o meditativa. Qui la parola si allarga, senza perdere la sua ombra più intima.
Un uomo decide di liberarsi dai dati dei dispositivi digitali per ritrovare la consistenza fisica delle proprie cicatrici e dei propri passi reali di fronte allo specchio.
La prosa non rincorre l’urgenza: la accompagna, la mette alla prova, le dà spazio per diventare pensiero.
Una prosa intima e urbana sul momento in cui ci si riscopre diversi. Il riflesso di una vetrina e un incontro misterioso cambiano il...
Guardare il mondo scorrere oltre i vetri, come spettatori di un film in cui non si ha alcun ruolo. Una prosa intensa sul risveglio...
C’è un momento preciso, di solito al crepuscolo, in cui il riflesso nel vetro della finestra smette di obbedire alla […]
Ogni mattina mi sveglio e per un istante, brevissimo, non so chi sono.Non è confusione. Non è smarrimento. È solo […]
Una prosa breve sull’autoinganno, sul modo in cui le cose si sistemano fino a sembrare al loro posto. Una stanza, un tavolo, una luce...
C’era in lui un breve ritardo, quasi impercettibile, tra ciò che sentiva e ciò che arrivava sul volto. Non abbastanza […]
La colomba si posa sulla mano protesa della statua, resta ferma. Zampette grigie contro marmo levigato dal tempo. Occhi tondi […]
Non si rompeva mai nulla di visibile. Le discussioni finivano sempre con un silenzio che pesava meno delle parole. Lui […]
Ogni società produce forme di ordine, ma non tutte si presentano con lo stesso volto. Il controllo sociale è spesso […]
C’è una stanza del pensiero lento dove le cose arrivano senza bussare. Non è un luogo da difendere, ma da […]
La speranza ostinata non ha bisogno di mostrarsi come forza. Le basta restare presente, anche quando tutto sembra sospeso.
Certe presenze non spariscono: cambiano posto, cambiano forma, si nascondono nei gesti quotidiani. Restano nella materia lieve delle cose, nei ritorni improvvisi, in tutto...
Una prosa che esplora i luoghi interiori dove la luce non arriva: spazi silenziosi, ombre che custodiscono movimenti minimi, presenze che non si mostrano...
La dignità del non forzare è una prosa su ascolto, attesa e scrittura, dove non sempre bisogna andare avanti con decisione e le cose...
Una prosa intensa sul dolore come rifugio apparente, sulla fatica di lasciarlo andare e sulla scelta di tornare alla vita, passo dopo passo.
L’amore oggi è un campo minato travestito da giardino zen. Tra notifiche, performance e solitudini che si sfiorano, resta ancora un modo autentico di...
Ci sono giorni in cui il potere non si mostra per quello che è. Si accomoda nelle stanze, prende il ritmo delle nostre abitudini...
Ci sono giorni in cui la vita non chiede grandi svolte, ma soltanto piccoli gesti. Un passo lieve, una finestra aperta, il tempo di...
I vicoli di Palermo custodiscono storie mai pronunciate. Il loro silenzio è più eloquente delle parole.
La mano si fermò a un soffio dalla pagina. Il non detto pesava più dell’inchiostro.
Ci sono giorni in cui non cerco di scrivere bene, ma soltanto di capire quali parole siano le parole che […]
Nella prosa il pensiero respira più a lungo. Non per spiegarsi meglio, ma per attraversare con più calma ciò che incontra nella Casa.