C’era in lui un breve ritardo, quasi impercettibile, tra ciò che sentiva e ciò che arrivava sul volto. Non abbastanza da farsi notare, non abbastanza da passare per difetto. Eppure, in certi momenti, la superficie sembrava aggiustarsi da sola, come una tenda tirata appena prima che si apra la finestra.
Parlava con precisione, ma qualcosa restava ai margini. Un sorriso troppo breve, una pausa leggermente fuori misura, lo sguardo che si fermava un istante in più del necessario. Piccoli segni, niente di più. E proprio per questo impossibili da ignorare.
Non c’era nulla da confessare. Solo una forma di presenza che non coincideva mai del tutto con se stessa. Come se tra lui e il mondo ci fosse sempre un velo sottile, trasparente, ma impossibile da attraversare del tutto.
Valerio Villari