Siamo fatti di maschere
A un certo punto nelle nostre giornate, la maschera non è più solo un pezzo di stoffa, di legno o di cera, ma una piega del volto. Qualcosa che si è appiccicata così bene da sembrare parte di noi.
Risonanza
Ogni società insegna ruoli, linguaggi e comportamenti. Talvolta li indossiamo così a lungo da dimenticare il volto che si trova sotto. Questa risonanza osserva il rapporto tra autenticità, rappresentazione e appartenenza.
Ci sono momenti che non chiedono sincerità immediata, ma uno sguardo più lento. Momenti in cui ciò che mostriamo e ciò che tratteniamo non coincidono, e la distanza tra le due cose diventa un luogo da attraversare.
Le Maschere non sono soltanto ciò che nasconde. Possono proteggere, filtrare, permetterci di stare nel mondo senza esporci del tutto. Ci sono maschere che indossiamo senza accorgercene, maschere che ci cadono di mano, maschere che parlano al posto nostro.
Frammenti, poesie, prose, lettere e racconti attraversano da prospettive diverse lo stesso nucleo: chi siamo quando scegliamo cosa mostrare, e cosa resta quando la maschera si incrina.
Una maschera può essere un confine, una difesa, una forma di adattamento. Non sempre toglierla significa diventare più autentici, così come indossarla non significa necessariamente fingere. A volte è proprio nella distanza tra il volto e ciò che mostriamo che cominciamo a riconoscere qualcosa di noi.
Qui non si tratta di smascherare. Si tratta di attraversare.
Questa risonanza esplora il rapporto tra autenticità e rappresentazione. Vi convergono testi che osservano i ruoli sociali, le identità costruite e le immagini che gli individui mostrano agli altri e a sé stessi.
A un certo punto nelle nostre giornate, la maschera non è più solo un pezzo di stoffa, di legno o di cera, ma una piega del volto. Qualcosa che si è appiccicata così bene da sembrare parte di noi.
Un incontro misurato che rivela la distanza tra le persone, tra gesti precisi e parole trattenute, dove il non detto continua a premere sotto...
Le maschere non nascono per mentire.Nascono per reggere il giorno,per non mostrare al solela crepa sottile del volto. Le indossiamo […]
Caro amico, ieri sera piegando i panni ho capito quanto costa ogni gesto calcolato. Non le grandi cose, ma i piccoli aggiustamenti quotidiani. E...
C’era in lui un breve ritardo, quasi impercettibile, tra ciò che sentiva e ciò che arrivava sul volto. Non abbastanza […]
A volte gli oggetti raccontano più di chi li ha lasciati. Una maschera, ad esempio, quando smette di aderire al […]