L’Albero e il Mare
Gli anni passarono senza lasciare tracce evidenti. Un frammento letterario sul tempo che muta i nostri orizzonti quotidiani e su quell'istante improvviso in cui ci accorgiamo che un albero ha nascosto il mare.
Tracce brevi
Piccole carte lasciate sul tavolo della Casa: non chiedono spazio, chiedono attenzione.
La stanza dei frammenti custodisce ciò che non ha bisogno di farsi racconto per restare vivo. Qui un pensiero può accendersi, interrompersi, lasciare un segno e continuare a lavorare in silenzio.
Sono carte brevi, talvolta taglienti, talvolta raccolte. Non spiegano tutto: indicano una crepa, una soglia, un resto da cui può nascere altro.
Frammenti è il luogo dei testi brevi: appunti poetici, pensieri minimi, tracce interiori che restano addosso come una presenza discreta. È una scrittura essenziale, che cerca la densità più della spiegazione.
Gli anni passarono senza lasciare tracce evidenti. Un frammento letterario sul tempo che muta i nostri orizzonti quotidiani e su quell'istante improvviso in cui ci accorgiamo che un albero ha nascosto il mare.
Qui la scrittura si ferma prima di diluirsi: trattiene il minimo necessario, e proprio per questo resta più nitida.
Il silenzio regnava nella stanza, ma non riusciva a renderla vuota C’era il rumore leggero del tempo che passava, come […]
Costruirsi Contro La crisi del sé non sempre distrugge. A volte edifica qualcuno che non sei tu.
Certe mattine ci trovano già un passo avanti, come se qualcosa avesse imparato a vedere prima di noi. Non fa […]
Ci sono mattine in cui la verità resta sulla soglia, come una luce che non osa entrare.
A volte gli oggetti raccontano più di chi li ha lasciati. Una maschera, ad esempio, quando smette di aderire al […]
Oggi la settimana dell’introspezione comincia così: con una voce che arriva da lontano e con un frammento che risponde da vicino. Non serve altro.
Squillo interrotto a metà. La cornetta resta muta sul tavolo di legno scheggiato, il filo attorcigliato come vene. Fuori piove, […]
Dopo una lunga sessione di scrittura, premette il tasto reset del suo computer. Non era soddisfatto delle parole salvate nel […]
Coesione sociale è il nome elegante che viene assegnato, in molti casi, al vero e proprio controllo sociale. Una presenza […]
La soglia interiore non chiede rumore. Sta lì, tra il pensiero e il respiro, come un invito a restare un […]
La speranza non sempre arriva....
Restano sempre le cose che non sanno finire, tutto ciò che non smette: un gesto, una voce, il contorno di un’assenza che continua a...
Il corpo sa prima di noi. Sa cosa ferisce, cosa calma, cosa respinge. Essere qui, presenti, non è solo esserci: è abitare il gesto,...
La speranza ostinata non è un sentimento. È un modo di stare al mondo, di essere qui, quando il mondo non ci facilita il...
Un frammento poetico che esplora ciò che resta invisibile: il silenzio che muove le cose, la luce che trattiene memoria, l’assenza che continua a...
A volte ci si salva così. Smettendo di aspettare, di spiegarsi, di inseguire ciò che ferisce. E restando fedeli a ciò che rimane.
In ascolto del resto è un frammento su silenzio, respiro e ascolto, dove non tutto ciò che attraversa ferisce e alcune cose insegnano solo...
Un frammento intenso sul dolore come rifugio apparente, sul passaggio difficile verso la libertà e sulla scelta di tornare a vivere.
Ci sono cose che restano anche quando crediamo di averle perdute. Non fanno rumore, ma continuano a vivere sotto la pelle.
Oggi ho pensato che l’amore assomiglia sempre meno a un incontro e sempre più a una resistenza
Ci sono controlli che non impongono la forza. Si insinuano nelle abitudini, nei gesti ripetuti e nel silenzio, fino a sembrare naturali.
Non è il vuoto. È il peso che resta quando tutto ha smesso di parlare.
C’è una parola che non si lascia dire. Non perché manchi di lettere o di suono, ma...
Ciò che resta in poche righe non sempre è poco. A volte è soltanto più nudo, più esposto, più difficile da ignorare.