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Stanza dei Frammenti

Il dolore non è casa

22 Aprile 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

Sai, per molto tempo ho pensato che il dolore fosse una strada: stretta, buia, ma almeno chiara. Sapevo dove mettere i piedi, dove non inciampare. Mi ci sono abituato, ci sono rimasto dentro. L’ho chiamato rifugio, perché quando non hai avuto un’infanzia, quando non hai avuto tempo per essere fragile, il dolore finisce per sembrarti un compagno.

Ti parla piano. Ti dice: resta con me, almeno io non ti abbandono. E tu ci credi, perché non hai altro.

Ma oggi ho capito che il dolore non è casa. È solo un passaggio, un ponte. E non si costruisce una vita su un ponte.

Non voglio più lasciarmi guidare dal dolore. Non voglio più renderlo amico solo per soffrire meno. Voglio superarlo. Voglio guardarlo negli occhi e dirgli grazie per avermi insegnato a resistere. Ma ora basta.

Ora voglio vivere. E se non so ancora come si fa, va bene: imparerò. A piccoli passi, a tentoni, ma non mi fermerò.

Perché, anche se non sono mai stato bambino, posso ancora diventare uomo. Uno che sceglie la luce. Uno che non si lascia definire dalle ferite. Uno che cammina.

A me stesso, in una data qualsiasi

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