Stanza delle Prose
Il bicchiere
Mentre leggevo questo testo, ho capito quanto sia densa e silenziosa la materia di cui sono fatti i nostri sentimenti più veri, scoprendo che un testo sul legame affettivo sa trovare la sua dimora più profonda nell’esatto punto in cui una mano impara a proteggere lo smarrimento dell’altra. La prosa di oggi ci conduce dentro una stanza in penombra, dove la cura rinuncia a ogni pretesa di guarigione o di spettacolo per farsi, semplicemente, un atto di fedeltà quotidiana e ostinata. Questa pagina nasce come un ritorno a casa, un invito a scostare il rumore delle grandi parole per riconoscere l’amore lì dove si manifesta: nel piccolo, immutabile ordine restituito a un universo che si sta disfacendo in silenzio.
Il bicchiere sul comodino
Per qualche anno andai a trovare un uomo che stava lentamente dimenticando il proprio mondo. Non accadde all’improvviso. La memoria non crolla come un muro; assomiglia piuttosto a una casa in cui, una dopo l’altra, si spengono le luci delle stanze. All’inizio continui a orientarti. Poi inizi a sbagliare una porta. Infine rimane acceso soltanto qualche corridoio.
Ogni sera, prima di dormire, allungava la mano verso il comodino per cercare il bicchiere d’acqua. Lo faceva senza guardare, con la naturalezza di un gesto ripetuto migliaia di volte. Se qualcuno, durante il giorno, lo aveva spostato anche solo di poco, la sua mano rimaneva sospesa nell’aria. Non c’era rabbia, non c’era paura. C’era soltanto lo smarrimento di chi sente che il mondo non corrisponde più alla mappa che conserva dentro di sé.
Lei se ne accorgeva immediatamente.
Aspettava che lui si distraesse un istante, prendeva il bicchiere e lo rimetteva esattamente dov’era sempre stato. Non gli diceva nulla. Non cercava di convincerlo che quella fosse casa sua. Non gli ricordava il proprio nome quando lui non riusciva più a pronunciarlo. Restituiva soltanto un piccolo ordine a un universo che, giorno dopo giorno, si stava disfacendo.
Molto tempo dopo compresi che quel gesto non aveva nulla a che vedere con un bicchiere.
Era il modo in cui una persona continuava a dire all’altra: finché sarò qui, il tuo mondo avrà ancora un luogo in cui ritrovare la strada.
È questo che l’amore fa più spesso di quanto immaginiamo. Non cambia il destino delle persone. Non cancella il dolore. Non restituisce ciò che il tempo porta via.
Ma qualche volta riesce ancora a rimettere un bicchiere esattamente nel punto in cui una mano, domani mattina, saprà ritrovarlo.
Ogni storia lascia una porta socchiusa. Questa conduce al Baule de Il luogo dove l’amore rimane, dove altre voci raccontano mutamenti, deviazioni e ritorni. Se preferisci continuare il viaggio tra racconti e narrazioni intime, la Stanza delle Prose ti aspetta poco più avanti nel corridoio.