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Archivium Custodis Memoriae

ACTUM III – DE LIBRO QUI MANET APERTUS

Questo è un foglio uscito dall'Archivio di Codicillus.

Del libro che non voleva chiudersi mai.

In Codicillo Fides,
In Backup Salus!

Ogni mattina, quando il sole entra dalle finestre grandi e fa tutti quei fili d’oro nell’aria, io prendo il mio piumino per le piume. È un piumino morbido, ma la polvere degli scaffali alti è dispettosa. Appena mi avvicino, etciù!, mi fa fare sempre un grande starnuto e poi mi viene un pochino di tosse. Io dico sempre “scusa” ai libri se faccio rumore, perché secondo me i libri stanno dormendo e non è bello svegliarli così, all’improvviso.

Una pergamena infografica intitolata "Acta Codicilliana" che mostra al centro il piccolo elefante scriba Codicillus con cappellino blu e oro, occhiali tondi e piumino in mano, mentre spolvera un antico registro aperto su una scrivania di legno. A destra, un testo racconta la storia del libro che attende di essere ascoltato; a sinistra, un elenco descrive le caratteristiche di Codicillus, come Amico dei Libri e Custode Attento.
Codicillus si prende cura del vecchio registro custodito nello Scriptorium.

Oggi sono andato vicino al tavolo grande, quello dove c’è il registro pesante che resta sempre aperto sulla stessa pagina. È un libro molto vecchio e mi fa un po’ di pena perché è sempre da solo in mezzo al tavolo. Allora io mi sono avvicinato piano piano e gli ho accarezzato la copertina di pelle per farlo sentire meno solo.

«Buongiorno, signor Registro» gli ho detto a bassa voce, perché sono un po’ timido anche con loro. «Hai dormito bene? Adesso ti tolgo la polvere dalle orecchie così non ti pizzica».

Mentre passavo il piumino sulla pagina scritta, ho visto che c’era una riga che finiva a metà. Mancavano delle parole. Ho provato a girare la pagina per vedere se continuava di là, ma il foglio è diventato tutto duro e non voleva muoversi. Sembrava che facesse i capricci, come quando io non voglio mettere l’abito blu e oro dei giorni importanti.

«Dai, non fare così» l’ho rimproverato, ma con il sorriso, senza arrabbiarmi. «Se stai sempre fermo sulla stessa pagina ti viene il mal di schiena!». Ma lui niente, non voleva proprio ascoltarmi.

Allora ho capito. Quel libro non era arrabbiato, era solo triste perché qualcuno lo aveva lasciato a metà e lui stava ancora aspettando che quella mano tornasse a finire quel pezzettino.

Io non ho le mani, ho la proboscide, e non so scrivere le storie lunghe, però so come si accompagnano i libri quando devono fare una cosa nuova. Gli ho sistemato bene la penna d’oca vicina, gli ho chiuso il calamaio per non far seccare l’inchiostro buono e gli ho detto: «Non ti preoccupare. Io resto qui con te. Anche se la tua storia è rimasta a metà, io ogni mattina vengo a darti il buongiorno e a pulirti le pagine, così sei sempre bellissimo».

I libri grandi a volte fanno i forti, ma se li ascolti bene ti dicono che hanno solo bisogno di un posto sicuro dove nessuno li calpesta.

Codicillus
Custos Memoriae Imperii


Oggi il Custode ha annotato questo episodio nello Scriptorium. Se desideri leggere il frammento custodito nel registro, puoi attraversare la Casa Creativa e raggiungere la Risonanza della Separazione.

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