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Stanza dei Racconti brevi

La mattina senza fretta

27 Aprile 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

In La mattina senza fretta, il tempo si risveglia piano, tra gesti quotidiani e luce che scivola sulle cose. È un racconto che celebra la calma del risveglio, quando il mondo si muove senza rumore e ogni dettaglio diventa presenza.

Quando Marta si svegliò, la luce era già entrata nella stanza. Non quella violenta dei giorni di corsa, ma una luce che sembrava sapere dove posarsi: sul bordo del tavolo, sul libro aperto, sul bicchiere lasciato a metà. Il silenzio aveva un suono preciso, come se il mondo respirasse piano.

Si alzò senza fretta. Il pavimento era freddo, ma non sgradevole. Ogni gesto; il caffè versato, la finestra socchiusa, il vapore che saliva, aveva la misura di chi non deve dimostrare nulla.

Dalla finestra vide il paese muoversi appena: un cane attraversava la strada, un uomo sistemava le sedie del bar, una donna stendeva lenzuola bianche che si gonfiavano al vento. Una scena semplice, ma così viva da sembrare un invito.

Marta pensò che quella lentezza non era pigrizia, ma una forma di lucidità. Da tempo non sentiva il bisogno di correre. Aveva imparato che le cose arrivano anche quando non le si rincorre, e che il tempo, se lo si lascia fare, trova da solo il suo ritmo.

Sedette accanto alla finestra. Sul davanzale, una pianta di basilico cercava la luce. Le foglie tremavano appena, e lei pensò che forse la vita è tutta lì: nel tremore che precede la crescita, nel respiro che precede la parola.

Il caffè si era raffreddato, ma non importava. La mattina senza fretta non chiedeva di essere perfetta, solo di essere vera. E Marta, per la prima volta da giorni, si sentì esattamente dove doveva essere.

Valerio Villari

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