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Voci dalla Rete

Maschere digitali e maschere tradizionali

13 Maggio 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

di Valerio Villari – per Voci in Transito – (Fonte: La chiave di Sophia)

C’è un punto in cui la maschera non appartiene più soltanto al teatro, alla letteratura o ai riti antichi. Diventa qualcosa che abita il quotidiano, il profilo, la presenza pubblica, il modo in cui ci mostriamo e ci proteggiamo. Le maschere tradizionali avevano spesso una funzione rituale, simbolica, collettiva; quelle digitali, invece, sembrano più intime e più diffuse, ma non per questo meno costruite.

Nel mondo dei social, la maschera non nasconde soltanto: seleziona, ordina, mette in scena. Non è solo un volto falso, ma un volto curato, filtrato, reso compatibile con lo sguardo altrui. Qui il tema non è tanto l’inganno, quanto la forma che diamo a noi stessi per stare dentro un contesto che chiede visibilità continua.

La maschera tradizionale, al contrario, apparteneva spesso a un tempo in cui l’identità poteva essere moltiplicata senza dover essere sempre spiegata. Era oggetto, segno, figura; portava con sé una distanza, ma anche una forza che oggi sembra essersi in parte dissolta nella trasparenza forzata della comunicazione digitale. Eppure, in entrambi i casi, resta una stessa domanda: quanto di ciò che mostriamo coincide davvero con ciò che siamo?

L’articolo di Veronica Di Gregorio Zitella, per La chiave di Sophia, aiuta a leggere questo passaggio senza ridurlo a una semplice opposizione tra passato e presente. La questione è più sottile: la maschera non scompare, cambia mezzo. Si sposta dal corpo al profilo, dal rito alla prestazione, dal volto scolpito alla presenza costruita per essere vista.

Ed è forse proprio qui che il tema torna a toccarci più da vicino. Perché la maschera digitale non è sempre una menzogna. A volte è una forma di autodifesa, altre volte un gesto di controllo, altre ancora una maniera per rendere abitabile lo spazio pubblico. Ma ogni maschera, anche la più leggera, lascia aperta la stessa ferita antica: il dubbio tra ciò che appare e ciò che resta.

Le maschere non servono solo a nascondere. A volte servono a reggere lo sguardo degli altri.

Fonte: https://www.lachiavedisophia.com/maschere-digitali-maschere-tradizionali/

Nota di trasparenza:
L’immagine di apertura, tratta dall’articolo originale pubblicato da La chiave di Sophia su maschere digitali e maschere tradizionali, mostra una mano che tiene uno smartphone sopra un laptop aperto, in una scena quotidiana che richiama subito il rapporto tra presenza fisica e presenza digitale. L’inquadratura suggerisce, senza forzarlo, il tema del volto mediato dallo schermo e della rappresentazione di sé nello spazio connesso.

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