Vai al contenuto

Voci dalla Rete

Ulisse oggi fuggirebbe ancora? Pompeo Maritati ci dona la sua risposta.

10 Maggio 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:
Soglia visiva per Ulisse oggi fuggirebbe ancora? Pompeo Maritati ci dona la sua risposta., costruita per accompagnare il racconto in Casa Creativa

Una rilettura contemporanea di Ulisse pone una domanda semplice soltanto in apparenza: se vivesse nel nostro tempo, avrebbe ancora bisogno di partire?

Fonte dell’osservazione: Pompeo Maritati, “Ulisse oggi fuggirebbe ancora?”, pubblicato su Il Pensiero Mediterraneo.


Ci sono figure del mito che sopravvivono perché ogni epoca riesce a consegnare loro un mare diverso. Ulisse è una di queste. Possiamo spostarlo fuori dall’Egeo, togliergli la nave, perfino privarlo delle isole, e resta riconoscibile finché conserva quella tensione che lo rende incapace di considerare definitiva la riva sulla quale si trova.

Pompeo Maritati porta questa inquietudine dentro il presente e mette il viaggio di Ulisse in relazione con velocità, tecnologia, relazioni fragili e ricerca di senso. La domanda allora smette di essere un gioco letterario. Non ci chiede davvero dove andrebbe Ulisse oggi; ci chiede che cosa significhi partire quando gran parte del mondo è già raggiungibile senza muoversi.

Il viaggio quando tutto è vicino

Per secoli la distanza ha avuto una consistenza fisica. Partire significava perdere di vista qualcosa, attraversare un tempo senza comunicazioni immediate, accettare che il ritorno non fosse garantito. Oggi possiamo vedere luoghi lontani prima ancora di raggiungerli, parlare con qualcuno dall’altra parte del mondo e attraversare interi paesaggi attraverso uno schermo.

Eppure la facilità del collegamento non ha cancellato l’inquietudine. In certi casi l’ha resa più difficile da nominare. Possiamo essere connessi a tutto e continuare ad avere la sensazione che qualcosa resti irraggiungibile.

Un Ulisse contemporaneo potrebbe quindi non avere bisogno di terre sconosciute. Potrebbe trovarsi davanti a un problema più ambiguo: distinguere il movimento dal viaggio. Scorrere, cambiare, consumare esperienze e informazioni produce moltissimo movimento, ma non necessariamente uno spostamento interiore.

Fuggire o cercare

Ogni partenza contiene una zona difficile da interpretare. Possiamo chiamarla desiderio di conoscenza, insofferenza, coraggio o fuga, e spesso le quattro cose convivono. È anche per questo che Ulisse continua a funzionare come figura contemporanea: non permette di separare facilmente la curiosità dall’incapacità di restare.

La domanda interessante diventa allora non se partire sia giusto, ma che cosa chiediamo alla partenza. Se pretendiamo che un luogo nuovo risolva ciò che non abbiamo saputo abitare nel precedente, il viaggio rischia di diventare soltanto una distanza aggiunta. Se invece il movimento modifica il nostro modo di guardare, anche il ritorno può diventare parte del viaggio.

L’Itaca che portiamo con noi

Nel presente l’altrove è diventato accessibile, fotografabile, recensibile. Proprio per questo forse il viaggio più difficile è quello che non può essere anticipato da una mappa. È la trasformazione che avviene quando ciò che incontriamo ci costringe a rivedere la posizione dalla quale eravamo partiti.

Ulisse continua così a parlarci non perché rappresenti l’uomo che deve sempre andare via, ma perché tiene aperta la tensione fra casa e altrove. Nessuna delle due basta senza l’altra. Una casa dalla quale non si può uscire diventa prigione; un viaggio dal quale non si sa tornare rischia di diventare fuga permanente.

Forse oggi Ulisse partirebbe ancora. Ma il mare più difficile da attraversare non sarebbe quello che separa due coste. Sarebbe quello che divide il semplice desiderio di essere altrove dalla possibilità di capire perché non riusciamo più a stare dove siamo.


L’articolo di Pompeo Maritati resta disponibile nella sua forma originale su Il Pensiero Mediterraneo. Qui ne abbiamo seguito una traccia per portarla dentro il percorso di Voci dalla Rete.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto