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Archivium Custodis Memoriae

ACTUM IV – DE NAVICULA PAPYRI VOLANTE

Questo è un foglio uscito dall'Archivio di Codicillus.

Della barchetta di carta che voleva viaggiare.

In Codicillo Fides,
In Backup Salus!

Oggi pomeriggio c’era un sole caldissimo che faceva sembrare tutto lo Scriptorium una grande scatola piena di monete d’oro. Io stavo rimettendo in ordine i calamai grandi, quando sul tavolo vicino alla finestra ho visto una cosa che mi ha fatto saltare il cuore. Qualcuno aveva preso un foglio tutto scritto, pieno di inchiostro nero e fitto fitto, e lo aveva piegato tante volte fino a farlo diventare una barchetta di carta.

Codicillus nello Scriptorium saluta una barchetta di carta che vola verso la piazza illuminata dal tramonto.

All’inizio mi sono spaventato. Ho pensato: «Oh no! Adesso un foglio si è perso e non ha più la sua casa nello scaffale!». Sono corso lì con la mia borsa con la “C” per metterlo in salvo, ma la finestra era spalancata e c’era un vento leggero che profumava di pane e di piazze lontane.

Mi sono fermato a guardare la barchetta. Era proprio sul bordo del legno vecchio. Se soffiava un vento un po’ più forte, lei sarebbe caduta giù, fuori dallo Scriptorium, dove ci sono tutte quelle persone che camminano e gli uccellini che volano alti nel cielo del tramonto.

«Ehi, piccola barchetta» le ho sussurrato, stando attento a non fare etciù con la polvere della finestra. «Ma tu non hai paura di andare là fuori? Fuori è grandissimo. Ci sono le pozzanghere che bagnano le tue scarpine di carta, e poi se le persone ti calpestano ti fai male!».

Io pensavo che lei mi rispondesse che voleva tornare dentro il cassetto buio a riposare. Invece, me, la barchetta ha dondolato un pochino nel vento, come per dire di no. Le sue pagine scritte sembravano come delle piccole vele bianche che avevano tanta voglia di prendere il volo. Ho capito che chi l’aveva scritta non voleva nasconderla: l’aveva lasciata lì apposta perché provasse a viaggiare.

Il Magistratus mi dice sempre che il mio compito è proteggere la memoria e tenere tutto chiuso a chiave, perché la rete là fuori fa un gran disordine. Però, a vedere quella barchetta, mi è venuta una grande tenerezza. A volte i fogli si stancano di stare sempre fermi nello stesso posto a farsi spolverare da me. Hanno bisogno che qualcuno li legga, anche se sono sconosciuti, anche se forse li perderanno.

Allora ho fatto una cosa molto coraggiosa per un elefantino timido come me. Non l’ho presa. Ho fatto solo un piccolo soffio gentile con la mia proboscide, fiuuu, e la barchetta è scivolata giù dal davanzale. L’ho guardata volare via sopra la piazza dorata, insieme agli uccelli.

Volava davvero bene. Forse diventerà la storia di qualcuno che cammina laggiù. I libri sono belli quando stanno al sicuro con me, ma ogni tanto è bello anche lasciarli andare a fare una passeggiata nel mondo.

Codicillus
Custos Memoriae Imperii


Questo ACTUM è stato lasciato negli Acta Codicilliana e custodito nella Baule della Separazione, dove anche una piccola barchetta di carta può raccontare il momento in cui proteggere non significa più trattenere.

Il suo viaggio riconduce alla pagina portante della Risonanza, nella quale il distacco viene osservato attraverso esperienze, linguaggi e sguardi differenti.

Una Risonanza non nasce per raccogliere risposte definitive. Nasce per custodire prospettive differenti attorno alla stessa esperienza umana. Ogni testo aggiunge uno sguardo, non una conclusione; ogni lettore completa quel percorso con la propria storia.

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