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Risonanza

Separazione

Ogni addio lascia una traccia. Non tutte le tracce chiedono di essere cancellate.

7 testi Baule
Separazione
Risonanza emersa

Quando ho iniziato a raccogliere i frammenti dedicati alla Separazione, mi sono accorto che quasi tutti parlavano di ciò che era stato perduto. Rileggendoli con calma, però, tra quelle righe è emerso anche altro: il silenzio che resta dopo una porta chiusa, il posto vuoto lasciato accanto a noi, ma anche lo spazio inatteso nel quale impariamo lentamente a diventare persone diverse. Questa Risonanza non cerca di spiegare il dolore né di addolcirlo; invita piuttosto a sostare in quel tempo sospeso in cui ogni separazione, prima di diventare ricordo, è ancora una domanda aperta.


Quando ciò che eravamo continua a camminare accanto a noi

Separarsi non significa sempre smettere di amare. Spesso significa accettare che la vita abbia preso una direzione diversa da quella che avevamo immaginato, lasciandoci davanti a qualcosa che continua a esistere pur non potendo più restare com'era.

Abbiamo imparato ad associare la separazione agli addii, alle assenze definitive e alle storie finite, ma esistono distacchi molto più silenziosi. Ci separiamo dall'infanzia senza accorgercene, dalle case in cui siamo cresciuti, dagli amici che il tempo porta altrove, dalle persone che cambiano e perfino dall'immagine che avevamo di noi stessi. Ogni volta qualcosa rimane: un'abitudine, una frase, un profumo, un modo di sorridere che non sappiamo più da dove sia arrivato.

La separazione non cancella necessariamente ciò che è stato; più spesso lo trasforma, spostandolo dal presente a una forma diversa della memoria.

Custodire senza trattenere

Forse il contrario della separazione non è restare insieme, ma pretendere che nulla cambi. Questa Risonanza non parla soltanto delle persone che abbiamo perduto o lasciato andare, ma anche di tutto ciò che continua ad abitare dentro di noi quando una presenza non c'è più.

Ci sono distanze che non riescono a dividere davvero e vicinanze che, invece, non sono mai riuscite a costruire un incontro. Crescere significa forse imparare anche questo: custodire ciò che è stato senza pretendere che continui a essere ciò che era, permettendo alla memoria di conservare senza trasformarsi in una stanza chiusa.

Quando la fine cambia forma

Una separazione può restare una ferita, diventare sollievo, trasformarsi in distanza necessaria oppure lasciare un vuoto che continua a parlare molto tempo dopo. Non esiste un unico modo di attraversarla e non tutte le tracce raccolte nella Casa conducono allo stesso punto.

Questa Risonanza rimane aperta proprio a quella varietà: alle perdite che chiedono tempo, ai distacchi scelti, alle assenze che restano e ai legami che sopravvivono cambiando forma.


Baule della Risonanza

Tracce raccolte.

La Separazione raccoglie riflessioni, racconti, poesie e frammenti dedicati a tutto ciò che la vita ci chiede di lasciare andare. Non soltanto gli addii tra le persone, ma anche le distanze, i cambiamenti, le trasformazioni e le assenze che continuano a vivere nella memoria. Perché separarsi non significa sempre perdere: a volte significa imparare a custodire ciò che il tempo ha trasformato.
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