Acta Codicilliana
ACTUM V – DE CORONA CLARA IN PARIETE
Sono andato in una stanza grandissima con le finestre sul mare e ho trovato un muro grigio che aveva un rettangolo tutto fatto di luce. Qualcuno ha portato...
Attraversa la sogliaApertura della Risonanza
Quando ho iniziato a raccogliere i frammenti dedicati alla Separazione, mi sono accorto che quasi tutti parlavano di ciò che era stato perduto. Poi, rileggendoli con calma, ho scoperto che tra quelle righe c’era anche altro. C’era il silenzio che resta dopo una porta chiusa, il posto vuoto lasciato accanto a noi, ma anche lo spazio inatteso nel quale impariamo lentamente a diventare persone diverse. Le pagine che seguono non cercano di spiegare il dolore né di addolcirlo. Invitano semplicemente a sostare per un momento in quel tempo sospeso in cui ogni separazione, prima di diventare ricordo, è ancora una domanda aperta.
Separarsi non significa sempre smettere di amare. Spesso significa soltanto accettare che la vita abbia preso una direzione diversa da quella che avevamo immaginato.
Abbiamo imparato ad associare la separazione agli addii, alle assenze definitive, alle storie finite. Eppure esistono separazioni molto più silenziose. Ci separiamo dall’infanzia senza accorgercene. Dalle case in cui siamo cresciuti. Dagli amici che il tempo porta altrove. Dalle persone che cambiano. Perfino dall’immagine che avevamo di noi stessi.
Ogni volta rimane qualcosa; un’abitudine, una frase, un profumo. Un modo di sorridere che non sappiamo più da dove sia arrivato.
La separazione non cancella ciò che è stato. Lo trasforma.
Forse il contrario della separazione non è restare insieme. Forse è dimenticare.
Per questo questa Risonanza non parlerà soltanto delle persone che abbiamo perduto o lasciato andare. Parlerà anche di tutto ciò che continua ad abitare dentro di noi quando una presenza non c’è più.
Perché ci sono distanze che non riescono a dividere davvero e vicinanze che, invece, non sono mai riuscite a costruire un incontro.
Forse crescere significa imparare anche questo: custodire ciò che è stato senza pretendere che continui ad essere ciò che era.
Ed è proprio allora che la separazione smette di essere soltanto una fine e diventa una forma nuova della memoria.
Questo testo si ferma qui, ma il cammino continua. Se desideri tornare all’origine di questo pensiero e attraversare l’intera Risonanza della “Separazione”, ti invitiamo a risalire alla sua apertura su casa-creativa.it. Se invece preferisci continuare il viaggio, puoi aprire i Bauli, dove la Casa custodisce le tracce di ciò che abbiamo lasciato andare e le restituisce, con il tempo, sotto forma di memoria.
Acta Codicilliana
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Attraversa la soglia
Stanza dei Racconti brevi
Durante il tragitto verso uno studio notarile, un uomo incontra piccole scene di presenza e distacco. Soltanto davanti a una firma comprenderemo quale assenza lo accompagna.
Attraversa la soglia
Acta Codicilliana
Nello Scriptorium, Codicillus trova una barchetta piegata con un foglio pieno di parole. Vorrebbe metterla al sicuro, ma comprende che alcune storie hanno bisogno di lasciare gli scaffali...
Attraversa la soglia
Studio
Pubblicare non è soltanto un gesto tecnico. È una forma di separazione che trasforma un'opera da esperienza privata a luogo d'incontro con gli altri. Una riflessione sul distacco...
Attraversa la soglia
Acta Codicilliana
Del libro che non voleva chiudersi mai. In Codicillo Fides, In Backup Salus! Ogni mattina, quando il sole entra dalle […]
Attraversa la soglia
Stanza dei Frammenti
Nello Scriptorium esistono registri che nessuno chiude mai. Alcuni continuano semplicemente ad attendere, senza chiedere di essere completati.
Attraversa la sogliaTutte le tracce custodite in questa Risonanza sono raccolte nel suo Baule, dove la Casa conserva testi nati in stanze e tempi differenti.
Apri il Baule della Risonanza