Liber Nonus – De Documentatione Infinita et Veritate Inaccessibili
Della documentazione infinita, dei forum abbandonati e della verita inaccessibile.
libro canonico
Liber Nonus De Documentatione Infinita et Veritate Inaccessibili
Della documentazione infinita, dei forum abbandonati e della verita inaccessibile.
Qualora il cittadino desideri comprendere il funzionamento di un sistema, gli verrà raccomandata la consultazione della documentazione ufficiale.
La documentazione ufficiale dovrà possedere un’estensione non inferiore a settecentoquarantadue pagine.
L’effettiva soluzione del problema, qualora presente, dovrà essere collocata in una sezione secondaria raggiungibile mediante non meno di diciassette collegamenti ipertestuali consecutivi.
Gli studiosi osservano che la distanza tra la domanda del cittadino e la risposta corretta aumenta proporzionalmente all’urgenza della richiesta.
La documentazione dovrà iniziare con la formula rituale:
“È molto semplice.”
Tale dichiarazione non dovrà essere interpretata come descrizione della procedura successiva.
Gli esegeti classificano l’espressione “È molto semplice” tra le più antiche formule apotropaiche dell’Impero Informatico. Essa viene generalmente pronunciata immediatamente prima dell’introduzione di concetti che il cittadino non aveva mai incontrato nella propria esistenza.
Il tutorial procederà quindi alla definizione di termini non ancora definiti.
Ogni termine verrà spiegato mediante altri termini ugualmente ignoti.
Il cittadino sarà invitato a consultare ulteriori capitoli introduttivi.
Le moderne teorie dell’apprendimento computazionale stabiliscono che nessun concetto possa essere spiegato direttamente. Ogni spiegazione deve rinviare a una spiegazione precedente, generando una genealogia potenzialmente infinita della conoscenza.
Qualora il cittadino consulti una Wiki ufficiale, gli verrà notificato che la pagina è stata aggiornata l’ultima volta nell’anno 2013.
La procedura descritta farà riferimento a componenti non più esistenti.
Le schermate illustrate non corrisponderanno all’interfaccia attualmente disponibile.
La consultazione di una Wiki tecnica richiede competenze assimilabili a quelle dell’archeologia classica. Lo studioso deve ricostruire il significato originario di strumenti ormai scomparsi attraverso frammenti spesso contraddittori.
Qualora il cittadino individui un forum pertinente, la prima risposta utile sarà stata pubblicata nell’anno 2013.
L’autore della risposta dichiarerà:
“Risolto.”
La procedura risolutiva non verrà specificata.
Gli studiosi continuano a interrogarsi sulle ragioni che inducono il cittadino a comunicare la guarigione senza tramandare la terapia.
La comunità scientifica considera il fenomeno una delle principali cause di sofferenza documentale collettiva.
Qualora una seconda persona richieda chiarimenti, non riceverà risposta.
XV-bis.
Qualora il cittadino individui una soluzione promettente, essa farà riferimento a un collegamento ipertestuale.
XV-ter.
Il collegamento risulterà non più disponibile.
Qualora una terza persona richieda chiarimenti dieci anni dopo, non riceverà risposta.
Entrambe continueranno tuttavia a nutrire speranza.
L’autore della soluzione viene frequentemente venerato dalla comunità come depositario di una conoscenza salvifica.
Tuttavia, subito dopo aver annunciato l’avvenuta risoluzione del problema, egli tende a svanire dalla documentazione storica.
Gli studiosi classificano tale fenomeno come Ascensione Informatica.
Alcuni esegeti ritengono che la soluzione sia stata tramandata verbalmente a parenti e conoscenti dell’autore originale.
Nessuna prova documentale supporta tale ipotesi.
La probabilità che un link sia ancora funzionante risulta inversamente proporzionale alla sua importanza per la risoluzione del problema.
La risoluzione occasionale di un’anomalia tecnica induce frequentemente nel cittadino la convinzione di aver raggiunto un livello superiore di consapevolezza computazionale.
Gli studiosi riportano casi documentati di soggetti che, dopo aver collegato con successo uno smartphone a un elaboratore elettronico mediante cavo USB, hanno iniziato a dispensare consigli sulla sicurezza informatica, l’architettura dei sistemi operativi e il futuro dell’intelligenza artificiale.
La tradizione distingue l’utente comune dall’Asceta Informatico attraverso il compimento del Primo Miracolo.
Tra i miracoli più frequentemente riportati figurano:
l’installazione autonoma di una stampante;
la modifica dello sfondo del desktop;
il collegamento di cuffie Bluetooth;
il recupero di una password dimenticata senza assistenza familiare.
Una volta compiuto il Primo Miracolo, il soggetto tende a considerare sé stesso parte della gerarchia tecnica dell’Impero.
Le osservazioni statistiche dimostrano che il tempo necessario per passare dallo stato di Utente Ordinario a quello di Esperto Autoproclamato può risultare inferiore a tre minuti.
Tale trasformazione avviene generalmente in seguito al compimento del Primo Miracolo (cfr. Nota 184-sexies).
La conoscenza ottenuta durante il compimento del Primo Miracolo possiede natura altamente volatile.
Gli studiosi hanno osservato che il soggetto, trascorse quarantotto ore dall’evento, non è normalmente più in grado di ripetere la procedura che aveva originariamente eseguito con successo.
Le ricerche dimostrano che la probabilità di ottenere una risposta da un forum abbandonato tende a zero. La speranza del cittadino tende invece a permanere sorprendentemente elevata.
Qualora il cittadino individui un video tutorial, esso avrà una durata complessiva di tre ore e ventisette minuti.
La soluzione richiesta verrà illustrata tra il minuto 2:53:41 e il minuto 2:53:58.
L’autore del video ometterà di inserire marcatori temporali.
La moderna divulgazione tecnica impone che ogni informazione utile sia immersa in una quantità adeguata di contenuti preliminari, saluti introduttivi, richieste di iscrizione al canale e considerazioni personali sulla meteorologia locale.
Completata la lettura della documentazione, il cittadino comprenderà finalmente il funzionamento teorico del sistema.
Il problema originale resterà irrisolto.
Gli esegeti distinguono tra Comprensione e Funzionamento.
La prima può essere raggiunta mediante studio.
Il secondo resta affidato alla volontà dell’infrastruttura.
Numerose cronache imperiali attestano l’esistenza di giovani cittadini ritenuti depositari di capacità computazionali straordinarie.
Le prove normalmente addotte a sostegno di tale convinzione comprendono:
l’installazione di videogiochi;
l’utilizzo di programmi di messaggistica;
il collegamento con parenti residenti all’estero;
la modifica dello sfondo del desktop.
Gli studiosi non hanno tuttavia rinvenuto evidenze della loro partecipazione a operazioni di recupero dati, diagnosi hardware o manutenzione professionale di sistemi complessi.
L’Impero osserva con interesse il diffondersi della convinzione secondo cui l’uso continuativo di uno strumento implichi automaticamente la comprensione del suo funzionamento.
Secondo tale principio, il possessore di un’automobile dovrebbe essere considerato meccanico, il fruitore di un ascensore ingegnere e il consumatore di pane fornaio.
La comunità scientifica non ha finora confermato tale teoria.
Le cronache riportano numerosi casi di cittadini che, dopo aver aperto per la prima volta una finestra denominata “Prompt dei Comandi”, hanno immediatamente sviluppato la convinzione di aver oltrepassato una soglia iniziatica riservata ai Custodi del Sapere Computazionale.
L’esecuzione corretta di istruzioni quali:
dir
cd
ping
oppure
ipconfig
viene frequentemente interpretata come evidenza di una profonda comprensione dell’architettura dei sistemi informatici.
Gli studiosi non hanno finora individuato correlazioni statisticamente significative tra i due fenomeni.
Una particolare forma di entusiasmo computazionale si manifesta nel cittadino che abbia consultato con successo una guida introduttiva.
Il soggetto tende successivamente a esprimersi mediante formule quali:
“In realtà Windows funziona così…”
oppure
“Ti spiego come lavora il sistema operativo…”
pur essendo venuto a conoscenza dell’argomento nelle precedenti quarantotto ore.
Gli studiosi osservano che il cittadino, appresa una nuova nozione, tende inizialmente a sopravvalutarne la portata.
Solo dopo anni di esperienza scopre l’effettiva estensione della propria ignoranza.
Tale fase viene generalmente riconosciuta come il primo autentico segnale di competenza.
Nell’Impero Informatico contemporaneo l’autorevolezza di un insegnamento viene frequentemente determinata dal numero di visualizzazioni ottenute e non dalla sua accuratezza.
Gli studiosi definiscono tale fenomeno Epistemologia del Pollice Verticale.
Un cittadino apprende una nozione semplificata.
La trasmette a dieci cittadini.
I dieci la trasmettono ad altri cento.
I cento la trasmettono a mille.
Dopo alcune iterazioni, la nozione originaria risulta completamente irriconoscibile ma gode di consenso universale.
Gli studiosi classificano il fenomeno come Propagazione Virale della Convinzione.
Il cittadino lesse.
Il cittadino studiò.
Il cittadino comprese.
Il sistema continuò a non funzionare.
Gli studiosi considerarono l’esperienza altamente formativa.