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Racconti Lunghi

La forma della presenza

02 Maggio 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

Un racconto sul corpo, sull’ascolto e su ciò che accade quando due presenze imparano a riconoscersi.

La forma della presenza è un racconto che segue il ritmo minimo delle cose: il risveglio, il caffè, la città, il peso della materia, il contatto lieve tra due vite che si avvicinano senza invadersi. Al centro non c’è l’evento, ma l’intensità con cui il corpo abita il mondo e scopre che ogni gesto quotidiano può diventare una soglia di senso.

Marco osserva, cammina, ascolta. E proprio attraverso questa attenzione lenta incontra Elena, una presenza che non irrompe ma si deposita, modificando il suo modo di stare nel proprio corpo e nello spazio condiviso

Temi esplorati

  • Corpo e coscienza
  • Presenza come pratica quotidiana
  • Il risveglio e il ritorno al mondo
  • La città come spazio di prossimità e distanza
  • Fragilità fisica e ascolto della materia
  • Incontro, silenzio e riconoscimento
  • Il corpo come luogo del senso

Il cuore del testo sta in un’intuizione semplice e profonda: il corpo non è un contenitore secondario del vivere, ma il primo luogo in cui la presenza prende forma. Tutto il racconto lavora su questa verità concreta: respirare, camminare, toccare, sentire dolore, sostare accanto a qualcuno sono modi attraverso cui l’esistenza smette di essere astratta e torna a farsi reale.

La trama

Marco attraversa le sue giornate con una sensibilità attenta alla materia delle cose: il pavimento sotto i piedi, il caffè del mattino, i corpi anonimi della città, il proprio riflesso nello specchio. Dall’altra parte della strada, una donna che lui chiama silenziosamente “la donna del balcone” entra poco a poco nel suo orizzonte, prima come figura, poi come incontro, infine come presenza capace di orientarlo.

Quando Elena prende nome e voce, il racconto si apre a una vicinanza fatta di gesti minimi, conversazioni essenziali e riconoscimenti reciproci. Il loro legame non cerca effetti, ma una forma di dimora: uno stare nel mondo più pieno, più onesto, più abitato.

Perché leggerlo

Questo racconto può parlarti se cerchi una lettura capace di riportarti verso il corpo, il respiro e la densità dei gesti quotidiani. Ti accompagna dentro una prossimità fatta di attenzione, materia e piccoli riconoscimenti, senza forzare mai il sentimento in formule dichiarate. E può lasciarti addosso un’impressione sottile: che abitare davvero il proprio corpo sia già un modo più profondo di stare nel mondo

Il testo integrale è disponibile in PDF

Buona lettura.

E se, attraversando queste pagine, sentirai che la presenza non coincide con l’essere visti ma con il non sottrarsi, allora il racconto avrà trovato il suo punto vivo.

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