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Racconti Lunghi

La Soglia delle Parole

27 Aprile 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

Un racconto sul leggere e sullo scrivere in un tempo che corre.

La soglia delle parole è un racconto sulla resistenza silenziosa: quella di chi continua a leggere quando tutto spinge alla distrazione, e di chi prova ancora a scrivere senza cedere del tutto al flusso.

Elisa e Lorenzo incarnano due movimenti opposti e complementari: una cerca il ritmo della lettura come luogo di ritorno, l’altro smarrisce quel ritmo e scopre che scrivere senza leggere diventa una forma vuota di presenza.

Temi esplorati

  • Lettura come spazio interiore
  • Scrittura come presenza e non come esposizione
  • Velocità, notifiche e frammentazione dell’attenzione
  • Il silenzio come luogo abitabile
  • La biblioteca come soglia e rifugio
  • Il rapporto tra memoria, desiderio e coraggio
  • Il ritorno alla parola lenta

Il cuore del testo sta in una domanda semplice: che cosa resta della parola quando non serve più a mostrarsi, ma solo a custodire ciò che siamo ?
Il racconto risponde con gesti minimi, paesaggi di carta, pause, quaderni aperti e una frase incompleta che cerca il proprio compimento.

La trama

Elisa continua a leggere come si entra in una stanza di quiete, mentre Lorenzo ha perso il rapporto con i libri e vive immerso nella logica delle notifiche e delle reazioni. Il loro incontro avviene in una libreria, poi si approfondisce in biblioteca, dove il racconto trasforma il dialogo in riconoscimento reciproco.

Lorenzo ritrova un vecchio quaderno e una frase scritta anni prima; Elisa, invece, continua a scrivere senza desiderio di visibilità. Alla fine, entrambi arrivano alla stessa soglia: capire che le parole non servono soltanto a dire, ma anche a restare.

Perché leggerlo

Questo racconto può parlarti se senti il bisogno di rallentare e di ritrovare un rapporto più vero con la lettura, la scrittura e il silenzio. Ti accompagna in una zona quieta, dove le parole non servono a mostrarsi ma a restare, e dove il gesto di leggere torna a essere uno spazio interiore. Alla fine può lasciarti una domanda semplice ma persistente: quanta parte di noi si perde quando viviamo soltanto nel flusso e non più nella presenza?

Il testo integrale è disponibile in PDF

Buona lettura.

E se, arrivato alla fine, sentirai che il silenzio non è più vuoto ma forma di presenza, allora il racconto avrà trovato il suo passo.

Valerio Villari

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