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Racconti Lunghi

Il nome della distanza

23 Maggio 2026 · Valerio Villari
Custodito nel Baule:

Un racconto lungo sulla distanza che si apre quando le parole smettono di toccare il reale.
Il nome della distanza attraversa una frattura familiare e la porta, con passo lento e netto, fino al suo punto più duro: quello in cui non si litiga più soltanto per una scelta, ma per il modo stesso di stare davanti al mondo.

In questa storia, Lorenzo, Andrea ed Elena non sono soltanto tre voci in conflitto, ma tre modi diversi di abitare la responsabilità, la paura, la verità. C’è chi cerca ordine, chi cerca una rottura, chi tenta di tenere ancora insieme ciò che si sta già separando. E intanto, sotto la superficie del dialogo, cresce la distanza: quella che non si misura in metri, ma in sguardi, in nomi, in risposte mancate.

Il racconto si muove dentro questa soglia con una scrittura tesa e sorvegliata, dove ogni frase sembra avvicinarsi a qualcosa che non può essere detto fino in fondo. La guerra, qui, non è solo uno sfondo: è il lessico che incrina la casa, la coscienza, il legame tra padre e figlio. E proprio in quella incrinatura prende forma la domanda più silenziosa e più difficile: che cosa resta di noi quando il linguaggio non basta più a proteggerci?

Temi esplorati

  • La distanza come frattura affettiva ed etica.
  • Padre e figlio davanti a due idee inconciliabili di responsabilità.
  • La verità come esposizione, non come bandiera.
  • La casa come luogo della soglia e della perdita.
  • Il linguaggio come difesa, ferita, impossibilità di ritorno.

La trama
Dopo una discussione sulla guerra, Andrea si allontana dal padre Lorenzo e si lascia attirare verso un altrove che somiglia insieme a una scelta e a una fuga. Intorno a lui, la famiglia si misura con ciò che non riesce più a ricomporsi. Elena osserva, ascolta, trattiene; Lorenzo insiste nel suo bisogno di forma; Andrea cerca un no che non sia solo opposizione, ma verità vissuta. Nel punto in cui le loro posizioni sembrano ormai definitive, il racconto lascia emergere qualcosa di più profondo: il nome di una distanza che non separa soltanto, ma rivela.

Perché leggerlo
Perché è un racconto sul momento in cui una coscienza smette di accettare le parole già pronte. Perché racconta la fragilità dei legami senza sentimentalismo. Perché trasforma un conflitto familiare in una riflessione più ampia sul prezzo della lucidità, sulla fatica di restare fedeli a sé stessi e sulla forma che assume una frattura quando non può più essere rimandata.

Il nome della distanza

Il testo integrale è disponibile in PDF.

Buona lettura.
E se, arrivato in fondo, sentirai che la distanza non è soltanto ciò che divide, ma anche ciò che costringe a vedere, allora il racconto avrà trovato il suo passo.

Valerio Villari

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