Voce lontana
“Pronto?” La voce di lei arriva dal telefono, lontana, come soffocata da strati d’acqua. “Sono io.” Pausa. “Ti ricordi quella […]
Risonanza
La memoria non conserva soltanto ciò che ricordiamo. Custodisce anche ciò che non riusciamo più a nominare. Questa risonanza esplora il dialogo tra ricordo e silenzio, tra presenza e assenza.
Un archivio dedicato alle relazioni tra ricordo e assenza, tra ciò che viene conservato e ciò che sfuma. Le tracce qui raccolte osservano il modo in cui il tempo trasforma la memoria.
“Pronto?” La voce di lei arriva dal telefono, lontana, come soffocata da strati d’acqua. “Sono io.” Pausa. “Ti ricordi quella […]
Cara assenza che non hai nome,ieri ho trovato la tua lettera mai spedita nel cassetto dei calzini. Busta gialla, francobollo […]
La colomba si posa sulla mano protesa della statua, resta ferma. Zampette grigie contro marmo levigato dal tempo. Occhi tondi […]
Il passero sosta sul filo teso.Un battito d’ali,nero contro il cielo bianco.Il filo vibra ancora,sottile come nervo scoperto. Tra l’eco […]
Squillo interrotto a metà. La cornetta resta muta sul tavolo di legno scheggiato, il filo attorcigliato come vene. Fuori piove, […]
Una prosa che esplora i luoghi interiori dove la luce non arriva: spazi silenziosi, ombre che custodiscono movimenti minimi, presenze che non si mostrano...
Una lettera che riflette sull’invisibile: l’assenza come linguaggio, il silenzio come spazio che permette alle cose di respirare.
Un frammento poetico che esplora ciò che resta invisibile: il silenzio che muove le cose, la luce che trattiene memoria, l’assenza che continua a...
Una poesia che esplora l’assenza come forza silenziosa: ciò che manca non svanisce, ma si trasforma in spazio, luce e ritorno.
Il silenzio che pesa può diventare voce...
I vicoli di Palermo custodiscono storie mai pronunciate. Il loro silenzio è più eloquente delle parole.
La mano si fermò a un soffio dalla pagina. Il non detto pesava più dell’inchiostro.
Il non detto pesa più della parola.
Sul limite il passo indugia tra eco e silenzio.
Il non detto pesa più della pagina compilata. È il silenzio che precede la prima riga, il gesto interrotto.
Cara soglia, tu che separi il detto dal non detto, dimmi: è più grave varcare o restare?
Caro silenzio, tu che custodisci le parole non nate, dimmi: qual è il prezzo della soglia che non si varca mai?