Racconti Lunghi
Il nome della distanza
Un racconto lungo sulla distanza che separa, misura e rivela: tra padre e figlio, tra responsabilità e colpa, tra parola e realtà.
Attraversa la sogliaApertura della Risonanza
L’auto‑inganno non è una menzogna che raccontiamo agli altri, ma una menzogna che costruiamo per noi stessi. È un meccanismo sottile, spesso invisibile, che ci permette di mantenere intatta l’immagine che abbiamo della nostra vita anche quando la realtà la contraddice. Non nasce dalla cattiveria, ma dalla paura: la paura di vedere ciò che potrebbe costringerci a cambiare.
Molte delle nostre convinzioni non sono scelte, ma protezioni. L’auto‑inganno funziona così: seleziona ciò che possiamo sopportare e scarta ciò che potrebbe incrinare la nostra coerenza. Non ci impedisce di sapere, ma ci impedisce di riconoscere. È una zona grigia tra ciò che sappiamo e ciò che fingiamo di non sapere, un equilibrio fragile che ci permette di andare avanti senza mettere in discussione tutto.
Il punto non è giudicare l’auto‑inganno, ma comprenderlo. È una struttura, non un errore. Tutti, in forme diverse, lo utilizziamo per difenderci da verità che arrivano troppo presto o troppo forti. Ma la filosofia, quella che non consola, comincia proprio quando questa struttura si incrina. Quando ci accorgiamo che la nostra lucidità non è mai stata completa e che molte delle nostre scelte erano solo versioni eleganti delle nostre paure.
Questa settimana lavoreremo su questo: su come ci raccontiamo, su come ci proteggiamo, su come costruiamo narrazioni che ci permettono di restare immobili mentre crediamo di muoverci. Non per smascherarci, non per giudicarci, ma per vedere. Perché vedere, a volte, è già un atto di libertà.
Valerio Villari
Racconti Lunghi
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Attraversa la sogliaTutte le tracce custodite in questa Risonanza sono raccolte nel suo Baule, dove la Casa conserva testi nati in stanze e tempi differenti.
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