Caro amico che il tempo mi ha nascosto
Una lettera intimo-confidenziale sulle amicizie distanti. Una riflessione profonda sul silenzio che non cancella i legami sinceri ma ne conserva l'essenza.
Voce rivolta
Una stanza dove la parola si rivolge, interroga, sosta e cerca una prossimità più diretta con chi legge.
La stanza delle lettere e delle riflessioni nasce da un bisogno di contatto: con qualcuno, con un’idea, con un passaggio interiore da attraversare senza fretta.
Qui il pensiero resta vicino alla voce. Non si chiude in una forma definitiva, ma si lascia seguire mentre prende corpo, come una lettera lasciata aperta sul tavolo.
Lettere e riflessioni è lo spazio più diretto e discorsivo del sito, dove la scrittura si apre al pensiero, al tempo presente e all’ascolto di sé. Sono testi nati per interrogare, più che per concludere.
Una lettera intimo-confidenziale sulle amicizie distanti. Una riflessione profonda sul silenzio che non cancella i legami sinceri ma ne conserva l'essenza.
Qui la parola si avvicina a chi legge come farebbe una lettera lasciata sul tavolo, ancora calda del suo passaggio.
Una riflessione profonda sulla memoria fisica ed emotiva. Il corpo conserva le tracce della nostra storia che la mente e gli archivi digitali dimenticano.
Una lettera aperta intima e profonda per esplorare quel punto esatto in cui smettiamo di scappare dal vuoto. La solitudine non come mancanza, ma...
Una lettera rivolta a quella parte di noi che cambia senza fare rumore. Un attraversamento tra identità, incertezza e trasformazione, là dove i contorni...
Forse non dovrei neanche scriverti, ma è accaduto, ti ho visto ieri e non ti ho chiamato. Ero dall’altra parte della strada, vicino alla...
Caro amico, ieri sera piegando i panni ho capito quanto costa ogni gesto calcolato. Non le grandi cose, ma i piccoli aggiustamenti quotidiani. E...
Ci sono uscite che non coincidono con una liberazione. Si attraversa una soglia, si cambia paesaggio, eppure qualcosa resta immobile, come se una parte...
Cara assenza che non hai nome,ieri ho trovato la tua lettera mai spedita nel cassetto dei calzini. Busta gialla, francobollo […]
Caro amico che mi scrivi da lontano, non ti rispondo con le parole che vorresti sentire. Non ti dico che […]
Ti scrivo pensando alla libertà, al fatto che non tutto ciò che chiamiamo ordine ci aiuta a restare liberi, a […]
A chi resta in ascolto, vorrei dire che non c’è nulla di debole nel fermarsi. A volte è proprio lì, […]
A te che continui, anche quando non hai garanzie, vorrei dire che questa forma di resistenza conta. Non perché risolve, […]
A volte penso che non sia la mancanza, il vero problema. È ciò che rimane a costringerci a una forma di fedeltà che non...
Una lettera che riflette sull’invisibile: l’assenza come linguaggio, il silenzio come spazio che permette alle cose di respirare.
Nel luogo in cui si continua è una lettera-riflessione sulla scrittura, la soglia e la presenza, dove le parole non risolvono ma custodiscono ciò...
Una lettera intima a sé stessi sul dolore, sull’ascolto e sulla possibilità di riconoscersi oltre la ferita, nelle pause e nei silenzi che custodiscono.
Tu ci credi davvero, all'amicizia tra uomo e donna? Una riflessione intensa e diretta sui confini sottili tra affetto, desiderio, silenzio e verità.
La resa silenziosa non arriva quasi mai all'improvviso. Si insinua poco a poco, quando la stanchezza prende il posto della ribellione.
Ci sono tempi che non se ne vanno del tutto. Restano addosso come una voce lontana, come un odore che ritorna all'improvviso, come una...
Il non detto pesa più della pagina compilata. È il silenzio che precede la prima riga, il gesto interrotto.
Cara soglia, tu che separi il detto dal non detto, dimmi: è più grave varcare o restare?
Caro silenzio, tu che custodisci le parole non nate, dimmi: qual è il prezzo della soglia che non si varca mai?
Ogni pensiero apre un passaggio: breve, discreto, ma capace di restare nella memoria della Casa.